Australia

Birra, cannoli e tajine

Un altro week end che trascorre tra le contee del Western Australia.

Inizialmente avevamo pensato di andare via, andare in esplorazione per il fine settimana, ma era piu’ che altro per scappare dallo stress che aleggiava tra i coinquilini della farm. Incontrare sempre gente nuova da un angolo sempre diverso del mondo e scoprirne cose interessanti e’ sempre entusiasmante, ma convivere con sconosciuti, con abitudini tanto diverse dalle nostre, non e’ sempre facile. A volte funziona, a volte no.

Ma le cose mutano sempre ed hanno una certa imprevedibilità, così che, alla fine, giovedì ci siamo ritrovati nuovamente in due, di nuovo soli con un paio di biglietti gratuiti che dicevano Beer and Cider Festival Bunbury e quindi tutti i nostri programmi sono cambiati!

Il tempo da grigio sta lentamente lasciando spazio al sole e alle quattro di pomeriggio noi siamo già in macchina verso Bunbury, che e’ un po’ la metropoli dei dintorni, anche se non grandissima in realtà, abbastanza vivace!
Solo una piccola sosta in centro per fare una consegna dell’ultim’ora ci separa dal nostro festival, che si svolgerà a Koombana Bay, proprio di fronte alla spiaggia, si prospetta interessante! Passandoci davanti vediamo moltissima gente, ma avendo i biglietti, soltanto un numero limitato di persone potranno avere accesso all’evento e quindi non abbiamo nulla di che preoccuparci.
Ma come ho detto poco fa, i fatti sono sempre imprevedibili e, dopo aver trovato parcheggio abbastanza facilmente, troviamo invece una bella coda di fronte all’ingresso del festival. Troppe persone all’interno, bisogna aspettare che esca qualcuno. E qui mi chiedo: dove sta allora il senso di avere dei biglietti??

Quando riusciamo a entrare, dopo la (breve) attesa, ci accorgiamo che l’evento sembra davvero carino! Un bel prato verde, tavolini con gli ombrelloni sparsi qua e la’, tavoli da ping pong, un Volkswagen trasformato in una consolle, un’atmosfera molto rilassata e un sacco di gente sorridente che si gode il sabato pomeriggio sorseggiando una bella birra fresca! Dopo il nostro giro di ricognizione ci dirigiamo verso gli stand e alla fine, non sapendo scegliere (devo ammettere che mi ero subito fiondata nell’area cocktail per prendere uno spritz e pagarlo caro, poi mi sono accorta che i bicchieri erano grandi tipo le tazzine che ti sporgono le bambine quando giocano a prendere il tè delle cinque e ho rinunciato), ci buttiamo in mezzo alla mischia di una birra locale chiamata Beerfarm. Sara’ stato il richiamo alla fattoria che ci ha fatto ben sperare. Cosi’ ben presto anche noi siamo seduti comodamente (io un po’ di piu’) sul prato morbido e fresco a sorseggiare la nostra dorata e frizzante birretta. C’è gente che balla, gente che sorride, gente che chiacchiera, gente un po’ alticcia e gente bruciacchiata dal sole. Tutto molto bello, ma noi, dopo un secondo giro di birra (questa volta toppando alla grande la scelta), scegliamo di cedere i nostri due posti a qualcuno che fuori sta aspettando nella lunga, quasi interminabile, fila che si e’ formata. E di nuovo mi chiedo che senso abbia avuto chiedere alla gente di stampare i biglietti per entrare.

C’è un altro festival in città questo week end ed ha l’aria di essere molto interessante: il Multicultural Festival.
Appena ci arriviamo, non ho dubbi, questo festival e’ quello che ha conquistato il mio cuore per oggi! Gente da ogni angolo del pianeta, spesso in vestiti tradizionali, un grande palco dove si susseguono spettacoli dove ogni gruppo vuole mostrare un po’ di cultura della propria nazione, fumi e odori di cucine così diverse da ciò a cui sono abituata, dove non manca però neanche il banchetto della pizza cotta nel forno a legna e quello dei biscotti di casa mia, atmosfera conviviale, colori dappertutto. Mi sorge spontaneo il pensiero che nonostante mi piacciano gli eventi alla moda, un po’ posh, in realtà e’ qui che mi sento davvero a mio agio!

Ci fiondiamo direttamente al banchetto marocchino, dove scegliamo di mangiare un bel piatto di tajine (quanto e’ buono!) con pollo, manzo, verdure e cous-cous! Non l’avevo mai provato, ma ora sono ancora piu’ convinta di voler andare a visitare il Marocco!
Non contenti vogliamo assaggiare anche la pizza, il ragazzo, anche se faccio la mia ordinazione in inglese, ci riconosce subito e mi risponde in italiano “Cinque/dieci minuti, ragazzi”. Solo un po’ bruciacchiata, ma anche la pizza e’ buona e ai sapori di casa non si può mai rinunciare quando li si vede. Ecco infatti che due bei cannoli che abbiamo visto prima, non ce li toglie nessuno. Claudio ce li farcisce facendo due chiacchiere con noi, nonostante sia assaltato da gente golosa, e si entusiasma tanto quando scopre che arriviamo dallo stesso paese della sua famiglia che ci chiede di fare persino una foto insieme!

E’ una foto sfocata, buia, mossa, ma che ritrae il sorriso di tre compatrioti che stanno vivendo una nuova vita, senza abbandonare quel po’ di radici che ci rimarranno sempre dentro, per tanto che le rinneghiamo. Il sottofondo di musica hawaiana, di cornamuse, gli odori di cibi dal mondo che si mischiano, nella foto non ci sono. Ma sono rimasti nella mia mente.

Multicultural. Ho trovato il mondo e casa in una piazza. Multicultural Festival, tu hai conquistato il mio cuore!

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