“Ho avuto un’idea geniale! Andiamo tutti a Perth!!”


Quindi questo e’ quello che e’ stato della nostra Pasqua e Pasquetta, decisamente diverse dal solito!

La mattina di Pasqua non ho potuto esimermi dall’alzarmi ancora una volta alle 6.00 per andare a vedere i delfini, ormai e’ diventata una buona abitudine. La giornata era super soleggiata questa volta, ma di nuovo non siamo stati fortunati e non sono riuscita a vedere nessun delfino… Comunque per non esserci svegliati invano abbiamo deciso di visitare il Dolphin Discovery Centre dove ho imparato e visto tante cose nuove sul mondo marino, tra cui come si puliscono le incrostazioni sul vetro interno dell’acquario con muta, maschera e bombole!
A parte gli scherzi il centro e’ molto carino da visitare e, anche se molto condensato, da’ modo di vedere e sperimentare moltissime cose: bambini e non, piccolo spoiler, in un acquario ci sono anche Dora e il papa’ di Nemo! Per chi si trovasse nei paraggi e volesse visitarlo potete trovare tutte le informazioni sul loro sito https://dolphindiscovery.com.au/.

Tornati a casa, preparate, infornate e mangiate le lasagne, un tiramisu’, i cioccolatini della caccia tradizionale di Pasqua e un po’ di Torta Kinder cucinata dalle nostre coinquiline tedesche (che bomba!!), arriviamo all’idea geniale!
Luca, qualche giorno prima, aveva infatti visto l’annuncio di un evento che ci sarebbe stato a Perth: una festa techno che sarebbe durata tutto il giorno con ospiti internazionali (e nostrani) come Carl Cox, Joseph Capriati e Marco Carola, ma a cui aveva poi silenziosamente rinunciato per risparmiare qualche soldo.

Ma e’ a pancia piena che vengono le decisioni migliori?? E quindi dopo un primo titubare, calcolare spese e decidere itinerari, abbiamo caricato tutto in macchina in fretta e furia e con la macchina piena, ma piena come quando si andava in vacanza verso sud a ferragosto negli anni ’90, ci siamo lanciati verso Perth. La festa iniziava alle 13 e noi, quelli a cui non piacciono le cose organizzate, alle 16 dovevamo ancora partire, fare benzina e trovare i biglietti dell’evento, praticamente quasi del tutto sold out. Dei pazzi disorganizzati, insomma! Pero’ si dice che la fortuna aiuta gli audaci e con un piccolo ritardo dovuto a un incidente trovato per strada, alle 18.30 eravamo tutti e quattro schierati davanti alla security che ci ha subito smontato l’entusiasmo dicendoci che per entrare bisognava pagare il biglietto pieno di $100,00. Una spesa decisamente superiore a quello che potevamo permetterci, ma ormai eravamo arrivati fin li’ e qualcosa da fare dovevamo pur trovarlo. “Ce ne andiamo, non ce ne andiamo” alla fine ci allontaniamo dai cancelli diretti verso qualche altro posto in città, ma, sorpresa!, la security ci richiama indietro, facendoci una proposta che non potevamo rifiutare! Alla fine avevamo ancora piu’ di tre ore di spettacolo e ci guadagnavamo tutti.

Il vero spettacolo in realtà e’ stato il fatto che l’interno dello stadio, ben organizzato con food truck, una giostra calcinculo, tavolini e panchine e un piccolo tendone con la musica, non pullulava di ragazzi stra ubriachi e stra molesti e nemmeno di immondizia, ma tutto era controllato, pulito e tranquillo.
Il tutto esaurito della festa in Australia e’ un concetto molto diverso dal nostro e nella parte coperta dove era stato montato il palco e i deejay si esibivano, non c’era una massa di gente accalcata che si spintonava, ma spazio libero per tutti, dove senza sforzi siamo anche arrivati sotto al palco, sfiorando quasi la possibilità di avere due pass per salire alla consolle!

Finita la festa (alle 22.00!!!!) inizia la vera avventura wuaild stail!
Direzione: free camp a nord.
In Australia i Free Camp (o campeggi gratuiti) sono una aree di sosta gratuite e attrezzate in cui si può campeggiare gratuitamente; sono molto popolari e sono la salvezza dei backpacker, sempre in cerca di risparmiare il piu’ possibile. Devo dire che la nostra non era niente di speciale, soprattutto per il fatto che i bagni erano entrambi intasati (ma cosa si può pretendere il mezzo al bush australiano? Ci adattiamo, no?), ma aveva comunque tavoli, barbeque e la zona di scarico delle acque nere dei camper. E così le ragazze piazzate in macchina e io e Luca nella rooftop tent, ci siamo accampati per la notte.

Perche’ al nord? Perche’ l’idea geniale non si limitava ad andare al festival techno a Perth, ma di essere già a meta’ strada per raggiungere Lancelin e visitare le sue dune di sabbia bianchissima sulle quali, affittando una tavola simile a uno snowboard, si può scivolare come se si fosse sulla neve!
Ma Lancelin ci ha fatto gola soprattutto perché e’ una piccola comunità di surfisti in cui il tempo sempre essersi fermato negli anni ’60-’70 (raggiungete la pompa di benzina per averne conferma!) e dove tutto e’ vintage!

Raggiunta la spiaggia, che come molte spiagge australiane si può raggiungere anche in macchina (se siete dotati di un 4×4 e non siete carichi come un elefante da soma), la nostra sorpresa e felicità e’ stata immensa. Non solo per la sabbia finissima e bianchissima, tanto da fare concorrenza ai Caraibi (e non esagero) e neanche per il colore turchese dell’acqua, ma bensì, per le onde! Onde perfette, regolari, ne’ troppo grandi, ne’ troppo piccole e, udite udite, nessun cartello di pericolo squali! Io praticamente non stavo piu’ nella pelle e continuavo a scorrazzare avanti e indietro come una bambina che aspetta la mezzanotte per aprire i regali di Natale. E così, indossata la muta, messa la crema solare, tavola sottobraccio, ho finalmente potuto mettere la spunta a una delle voci della mia lista dei must do in Australia: fare surf!
Ovvio, non sono un’esperta, ma quando senti arrivare l’onda, ti senti spingere e riesci ad alzarti, provi una sensazione di euforia e libertà che non ti sazia mai e vorresti provare ancora e ancora finche’ non sarai riuscito a cavalcare un’onda come si deve!!

Tutta questa euforia, questa fatica però ci ha messo fame e ci ha convinti a non cucinare sul nostro fornello da campeggio, com’era preventivato, ma di andare a goderci da qualche parte una birretta e mangiarci qualcosa di piu’ sostanzioso della pasta scondita che avevo portato!
Se decidete di visitare Lancelin, e vi assicuro che lo merita, vi consiglio vivamente di fare un salto alla Endeavour Tavern. Da fuori non promette niente di esaltante e neanche appena entrati (ha molto l’aria di un classico pub australiano vecchio stile, dove tutto e’ di legno e in mezzo alla stanza troneggia un biliardo), ma la terrazza e’ qualcosa che merita davvero una visita! Enorme, verde e affacciata sull’Oceano Indiano, da cui potrete godervi un po’ di calore del sole o un tramonto mozzafiato! Anche il cibo non e’ niente male, anche se purtroppo l’attesa per noi e’ stata parecchio lunga, ma il panorama e l’atmosfera vi incanteranno di sicuro!

L’ultima tappa, prima di riavviarci a casa, e’ stata proprio sulle dune di sabbia di Lancelin, dove vi sembrerà di essere in una stazione sciistica invece che in mezzo al deserto!
Qui, oltre a scivolare con le sandboard si possono affittare quad, andare sulle dune con le moto da cross e anche con la macchina (sempre se non siete troppo carichi!) e assolutamente fare foto, foto e foto!

Insomma, non avremo scartato uova di cioccolato e non avremo organizzato la famosa grigliata di Pasquetta, ma il nostro ponte di Pasqua e’ stato parecchio intenso e zeppo di avvenimenti. Che ne dite?

Ricordate, e’ dalle cose improvvisate che escono le giornate migliori!

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: