09/01/2019

Il week end appena trascorso è stato uno di quelli che mi fa venire voglia di scrivere fiumi e fiumi di parole e che una volta tornata mi ha fatto sentire come quella della pubblicità della costa crociere che piange nella vasca da bagno. Piena di Saudade.

A solo un’ora e mezza di strada da Harvey si trova la regione di Margaret River. Come descriverla? Avete presente quanto è bello il bianco della neve che in realtà è solo la somma di tutti i colori? Margaret River è un po’ così… Sembra un mix di vigneti toscani, foreste scandinave e spiagge thailandesi, ma poi ci si accorge che è un posto unico, meraviglioso, pieno di angoli da scoprire che mozzano il fiato!

Sveglia alle 6.00, mettiamo insieme quattro vestiti. La macchina è già carica, facciamo il pieno di benzina e si parte!
La prima tappa è a Busselton, città che ospita il molo, jetty, di legno (anche se di legno dopo l’incendio che ne ha distrutto una parte, è rimasta solo la ringhiera e le tipiche casette blu) più lungo di tutto l’emisfero australe. Ben 1,8 km.
Arriviamo già impreparati: si paga l’ingresso! Ma è solo una piccola tassa (4,00$) per il mantenimento del molo. La cosa sorprendente di questo posto è l’acqua che è davvero cristallina e con sfumature che vanno dal verde, all’azzurro intenso e infine al blu.
Noi arriviamo presto, c’è poca gente, ma toando indietro ci rendiamo conto di quante persone stiano arrivando: gente con la canna da pesca, famiglie piene di bambini che non vedono l’ora di tuffarsi in acqua direttamente dal molo, persone pronte per un’immesione e chi, come noi, vuole solo fare due passi e vedere questa piccola antica costruzione da record.

Alle dieci siamo già in marcia verso la nostra seconda meta: l’Aquarium. Che in realtà un acquario non è, ma si tratta di una piscina naturale ai piedi di una strada sterrata molto ripida. L’acqua è incredibile! Così limpida e allo stesso tempo con colori così vividi che fa proprio venire voglia di tuffarsi! Unico problema: è gelida! Ci si mette un po’ ad abituarsi fra sospiri, gemiti e imprecazioni in inglese, ma ne vale la pena soprattutto perché è pieno di pesci!
Rimaniamo solo per una breve sosta, che però già è sufficiente a scottarmi le spalle e il viso, e ci rimettiamo in macchina diretti proprio alla cittadina di Margaret River.
Per arrivarci attraversiamo tutta la zona dei vigneti e delle cantine, che non sono per niente rustiche e semplici, ma ben curate ed elegantissime.

Arrivati in città non possiamo fare a meno di farci attirare dallo shopping turistico ed entrati nel primo negozio che ci troviamo davanti solo per curiosità, usciamo con un Didgeridoo da un metro e mezzo!
Pranziamo nel pub della città e per la seconda volta esageriamo ordinando quantità di cibo pantagrueliche e così io non riesco a finire e Luca a stento. Complice anche il fatto che sto prendendo fuoco! La mia faccia è in fiamme! (Grazie dermatologo di avermi ricordato di mettere la crema protezione 50! “50! Hai capito??”)

La prossima tappa è Hamelin Bay, che ho messo nella lista perché è una spiaggia frequentata da razze giganti che si spingono fin sul bagnasciuga per accaparrarsi un po’ del pesce che i pescatori rigettano in mare.
Quello che non mi aspettavo era di trovare una spiaggia così immensa e così bella! Sabbia bianca, l’oceano con i suoi colori esplosivi e la scogliera di roccia che attraverso piccole aperture rivela spiaggette deserte e magnifiche!
All’inizio non vediamo nessuna razza, però… Luca si scoraggia e vuole desistere, io voglio continuare a camminare fino a tutte quelle persone che vedo là in fondo… ed eccole! Sono giganti per davvero, nere, scivolose e nessuno può resistergli: dagli anziani che le chiamano come fossero gattini, fino ai bambini che senza timore di gettano verso di loro, vestiti!

La giornata ormai è finita e noi ci dirigiamo verso il campeggio, questa volta passando da una delle strade sterrate che attraversano il parco naturale. Decidiamo di fermarci ancora a Surfer’s Point proprio a 3 minuti dal campeggio. Il nome dice già tutto. Molte persone sono accampate lì con aperitivi improvvisati per vedere il tramonto sull’oceano indiano dal promontorio ben curato che sovrasta la baia, ma fa freddo e prima del calar del sole manca più di un’ora. Quindi eccoci in campeggio a montare la nostra roof top tent! E il tramonto decidiamo di guardarcelo dalla terrazza del bar davanti a un bel bicchiere di vino locale.

La serata in campeggio inizia con “sono troppo stanco per cucinare” detto all’unisono, ma dopo una doccia calda l’antifona cambia e diventa “io un po’ di fame c’è l’avrei!”, cuciniamo pasta al pesto senza sale (abbiamo dimenticato di portarlo!) mangiata sotto un miliardo di stelle. Poi a lavare i piatti nelle cucine comuni dove trovo un ragazzo napoletano che mi mette davanti una scatola piena di cookies al cioccolato perché preferisce dividerli per non mangiarseli tutti lui e con il quale, non so perché, mi spaccio per spagnola (Sorry!). Il lungo sonno in tenda infilata nel sacco a pelo fin sopra la testa e la sveglia con lo strano verso dei kookaburra che si mischia al mio sogno in cui c’è un giaguaro.

Di nuovo sveglia presto. Il campeggio è già un fermento di gente che smonta le tende e di bambini in bicicletta. Non c’è dubbio. Il nostro primo stop stamattina è per la colazione, che paghiamo cara quanto una cena ma ci riempie almeno altrettanto.

Oggi il programma è di fare qualche degustazione: prima un po’ di vino nella cantina più vecchia (e più cara) della regione e poi, finalmente, cioccolato! Non contenti ci prendiamo anche un gelato da dividere! Al cioccolato ovviamente! Seconda meta Canal Rocks e la SPA naturale di Yallingup. Di nuovo rimaniamo stupiti dalla bellezza di questi posti, ma questa volta qui è così pieno che decidiamo di andare via.

Oggi ce la prendiamo un po’ più con calma. Arriviamo a Dunsborough e la routine è quella di Margaret River: shopping (se serve meglio comprarlo!) e cibo!
E quando ormai la giornata ci sembra finita facciamo la scoperta migliore del week end, quella che non avevamo programmato, che non ci aspettavamo: il paradiso di una delle spiagge del Meelup National Park. Sono senza parole. Una baia di perfezione e vorrei dire anche di pace, ma non posso. Quelle maledette mosche ancora ci perseguitano!!

Meelup beach

Non ci resta che tornare verso la farm, con un po’ di amaro in bocca per essere andati via troppo presto, un po’ più poveri ma ancora una volta carichi di emozioni e di paesaggi da cartolina che ci hanno lasciato pieni di meraviglia!

Guardare il video sul nostro canale YouTube per credere!

Una risposta su “The (first) Road Trip”

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