10/09/2015

E così mi ritrovo nella ex camera da letto di un cervellone che studia fisica quantistica. Un aspirante Sheldon da quanto posso capire.
Questa non è una storia d’amore e neanche una puntata di Big Bang Theory, ma è una fattoria; la seconda in cui alloggio, per la precisione.
Dopo onorati 90 giorni nella Fordsdale Organic Farms eccomi trasferita qui per una settimana extra di lavoro.
Il posto è stupendo: la casa si trova sulla cima di una collina a pochissimi kilometri di distanza da un parco nazionale e dalle vetrate che circondano il soggiorno si vede, oltre al bel giardino fiorito con piscina, un ondeggiante paesaggio collinare con boschi, prati verdi e mucche che non fanno altro che brucare l’erba. Quasi stento a credere che questa sia l’Australia.
Ho finalmente un letto VERO in cui non sbatto la testa ogni volta che calibro male i miei movimenti e da cui non mi devo “lanciare” per scendere. Ho un bagno e una doccia VERI con vere piastrelle anche se i rubinetti per acqua fredda e calda sono ancora divisi.
A dirla così sembra che l’altra fattoria fosse un vero disastro, ma invece la porto ancora nel cuore per tutti i momenti divertenti e stupendi che vi ho passato, ma questa è un’altra storia.

I proprietari della fattoria sono una coppia sulla cinquantina: Kate e Norm.
Kate è inglese, ma a trent’anni dal suo trasferimento qui, ormai si sente australiana; è una donna ottimista, energica, sempre con il sorriso sul viso, ma allo stesso tempo molto tranquilla. Norm, anche lui dallo spirito quieto, è una persona molto precisa, maestro dell’arte marziale coreana del Taekwondo, a cui piace che tutto sia sempre fatto bene, anche nei dettagli. Entrambi amano gli animali, con cui parlano come fossero loro figli; hanno viaggiato molto “zaino in spalla” quindi spesso ci ritroviamo a discutere di posti visti e da vedere.
Oltre a mucche, cavalli e galline (e un gallo che ama cantare sotto la mia finestra prima che la mia sveglia suoni) ci sono anche due cani Sasha e Yoko, giocherelloni e affettuosi.

Il lavoro qui consiste soltanto nel mantenimento della fattoria, che però, devo dire, finora è stato parecchio pesante.
Il mio primo giorno ho lavorato con Kate, zappando via erbacce per la vallata al mattino e occupandoci di disfare una recinzione di filo spinato per il resto della giornata, che per una persona goffa come me significa procurarsi un bel numero di graffi su braccia e gambe.
Nei due giorni seguenti, io e Norm abbiamo pulito la metà del boschetto in cui sono piantati degli alberi il cui legno dovrebbe essere venduto per costruire mobilia. Il fatto è che due anni di estati torride hanno provocato la morte di gran parte della piantagione, per cui il boschetto è diventato una foresta di tronchi caduti e spaccati, erbacce e cespugli di rovi. Piano piano tra falce e motosega abbiamo liberato un primo sentiero, per poi spostarci sempre più verso il limite finchè il lavoro è diventato sollevamento e lancio tronchi oltre la recinzione. Tutto è stato reso molto più adrenalinico quando mi sono sentita dire: “Erika, watch out for snakes”, cioè “Stai attenta ai serprenti”…
Ma, dopo due giorni di lavoro sotto il sole cocente in cui non ho fatto altro che chiedermi “Ma chi me l’ha fatto fare?” e “E la gente paga anche per fare questo in palestra? Maledetto crossfit!”, devo dire che il bosco ha un aspetto totalmente differente e si è trasformato da quell’insidioso groviglio di rami, simile alla foresta di Maleficent, al pacifico boschetto pieno del cinguettio degli uccellini dove Biancaneve incontra per la prima volta tutti i suoi amici animaletti.
Il resoconto sulla mia pelle comunque è che ora sembra che mi ci sia rotolata nel filo spinato.

Per fortuna non si tratta sempre solo di lavorare. Ieri sera sono andata all’allentamento di Taekwondo. In mezzo ad allievi, per la maggior parte bambini, tutti vestiti di bianco e con la loro cintura orgogliosamente annodata alla vita, ho imparato come bloccare un attacco da un malintenzionato, ho perso a braccio di ferro con una ragazzina che avrà la metà dei miei anni e scoperto che so tirare dei buoni calci (ora posso annoverare nel mio repertorio anche il calcio all’indietro!). E’ stato carino.

Oggi ho un giorno libero (grazie Signore!!) e mi è stato proposto di passare la giornata all’Australia Zoo, offerta che ho accettato prontamente!
Quindi questa sarà la mia prima gita in solitaria, prima di ricongiungermi ai miei compagni di avventure a Brisbane e insieme salire su un aereo che ci porterà a Singapore per la nostra settimana di vacanza-limbo!
Scommetto che ne avremo ancora da passare insieme e da raccontare al nostro ritorno in patria, che ormai è così vicino…

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